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infiocchettare la musica di regole...


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19 risposte a questa discussione

#1 bluenote1

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Inviato 17 maggio 2007 - 01:50

cito Non avevamo assolutamente idea di come si facesse musica, però ci piaceva. In questo modo la nostra musica ha potuto evolversi nel tempo in maniera molto originale, proprio perché non abbiamo avuto nessun maestro e nessuno che ci diceva come si dovesse suonare". Chi scrive è uno della città svedese di Västeras e mi sembra che esprima un concetto del tutto differente da tutti quelli espressi da coloro che vogliono infiocchettare la musica di regole, di percorsi scolastici, insomma da tutto quello che sosteneva Gilevans e i suoi seguaci...o sbaglio ? Chi vuol dettar legge in musica è solo un povero illuso, ma se ha potere decisionale la faccenda cambia, poichè oltre a recar danno a tutti coloro che saranno vittime di questo sistema distorto, recherà danno soprattutto alla storia ( ed anche un pò di Geografia )punto

#2 bluenote1

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Inviato 17 maggio 2007 - 06:42

...per roby-jam cito quali sono queste regole propinate dai conservatori che ingabbiano chiunque voglia fare musica? Le regole in se, come tu hai ben detto, non portano il male, il problema è che noi le rendiamo nocive, ponendole prima, ma addirittura in sostituzione del ragionamento, del concetto, delle finalizzazioni..ciò è assurdo..Il materiale che un classico ha a disposizione è lo stesso di quello che fa jazz.

#3 roby_jam

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Inviato 17 maggio 2007 - 06:44

scusa se insisto, non solo con te evidentemente, ma non hai risposto alla domanda.

#4 bluenote1

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Inviato 17 maggio 2007 - 07:32

Chi scrive è uno della città svedese di Västeras..... Nome e Cognome....chi lo sa...????

#5 cleveland

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Inviato 18 maggio 2007 - 01:58

Ma non è difficile capire di chi stai parlando. Anche per lui apprezzo molto le avanguardie nord europee. Al momento sono le più attive e sembrano avere idee chiare. Noi come al solito restiamo a guardare gli altri fare innovazione. Loro hanno una mentalità diversa un approccio diverso, noi ci facciamo sempre problemi, siamo vecchi, farragginosi, intenti ad acquisire modi e regole per fare musica. Restiamo a guardare il prossimo in contempliazione dei nostri infiocchettamenti per poi fare un corso che studierà il percorso altrui. Credo che in altri contesti musicali questo post neanche avrebbe ragione di esistere, sarebbe tutto talmente condivisibile che non nascerebbero contrasti di sorta.

#6 cleveland

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Inviato 19 maggio 2007 - 01:10

Effettivamente con bluenote1 ci siamo capiti "al volo" per questo il nostro ragionamento è risultato un pò ermetico. Bluenote1 faceva riferimento alle parole di Esbjörn Svensson. Tutto quì. Praticamente ha riportato un concetto espresso dallo stesso Svensson sulla assurdità delle regole. Mi sembra che una di queste interviste stia anche tra gli articoli di jazzitalia. Se ritrovo il link ve lo invio.

#7 bluenote1

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Inviato 19 maggio 2007 - 01:19

...per roby jam cito Personalmente durante le lezioni seguite per il corso di composizione mi sono sicuramente stati proposti molti dubbi, ma ben poche regole. Caro roby i dubbi ( comunque questo termine è alquanto bizzarro, me lo potresti spiegare con altre parole ? ) che ti vengono proposti come li affronti, in che modo li risolvi o, perlomeno, cerchi di risolverli ? Mi sembra che, nel corso di composizione, si riempino pagine e pagine di quaderni musicali, sbaglio ?

#8 roby_jam

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Inviato 21 maggio 2007 - 09:12

per bluenote1 la domanda, non solo per te, è sempre la stessa (che per altro si rifà al titolo del tuo formu): quali sono le regole imposte dal conservatorio che vanno inevitabilmente a rovinare qualunque musicista? Me ne basterebbero un paio.

#9 Rashan

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Inviato 21 maggio 2007 - 09:52

Il concetto di Bluenote è spiegato molto bene, ma non mi sembra il caso di dire: "rovinare", è veramente una brutta parola.

#10 cleveland

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Inviato 21 maggio 2007 - 06:32

Quindi diciamo che le deduzioni che Heidi ha fatto sulla mia proposta sono state frettolose. Iannis Xenakis applicava delle regole alla musica e al modo di comporre. Per chi si vuole togliere lo sfizio di sapere chi è, e come funzionano i programmi a lui dedicati sono presenti numerose pagine nel web. Le regole di composizione ci sono o non ci sono? Quindi ripropongo la domanda: se Roby risolve i dubbi compositivi osservando quello che hanno fatto artisti più bravi, analizzando una casistica sufficientemente significativa, che senso ha non usare il computer?. Il computer ti offre una gamma di soluzioni molto ampia dicendoti chi, come e quando è stata fatta e facendotele pure sentire. Poi sari tu a scegliere o ad affidarti alla sue proposte o a modificarle. Se invece nella composizione non esistono regole (e quindi non esistono nemmeno i dubbi) allora il discorso è diverso, non ho bisogno di analizzare e osservare niente e nessuno se non quello che sto facendo.

#11 Enri67

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Inviato 22 maggio 2007 - 08:46

cleveland Ha scritto: ------------------------------------------------------- > Spiegami perchè il 100% > degli scacchisti hanno perso davanti ad un > computer? Saranno mica le regole? > Non è mica vero, sai? I computer più potenti sono stati regolarmente battuti da giocatori mediocri fino a una quindicina di anni fa, proprio perché si limitavano a calcolare combinazioni di mosse. Oggi ci sono alcuni computer cui vengono applicate reti neurali per far "loro" apprendere una strategia, e alcune volte battono i maestri, e altre perdono, ma si tratta di importanti applicazioni di intelligenza artificiale, non di semplici regole.

#12 fkt

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Inviato 22 maggio 2007 - 01:51

Sarebbe bello scrivere musica con ultrasuoni, con il computer effettivamente sarebbe possibile, però per ora sarebbe dedicata solo a cani e pipistrelli......peccato. Frank

#13 roby_jam

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Inviato 22 maggio 2007 - 05:24

Non rispondo ai post in cui sono stato citato perchè sarebbe sostanzialmente la ripetizione di quanto detto da Heidi e Frank. Sarei però ancora molto curioso di capire cosa intendete per regole. Si può avere anche un solo esempio concreto? In uno dei miei primi interventi ho nominato alcuni argomenti che normalmente si affrontano con lo studio della musica: la lettura delle note, le cadenze, le scale... In questi concetti, o se preferite in altri a vostra scelta, potreste dirmi una regola che non vi va genio? E al limite perchè?

#14 bluenote1

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Inviato 22 maggio 2007 - 08:44

Molto spesso i musicologi non parlano in musica, quindi....Per un musicista qualsiasi cosa dica un musicologo, potrebbe essere irrilevante.

#15 bluenote1

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Inviato 22 maggio 2007 - 08:46

....a me interessa quello che dice un musicista e basta, le cose che dicono gli altri sono tutte fantasie.

#16 fkt

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Inviato 23 maggio 2007 - 11:00

Io sono convinto che trovare un proprio linguaggio sia una forte ed importante conquista (a volte servono decenni, è un processo che và maturato), ma sono altrettanto convinto che se un compositore non riesca a scrivere in un altro stile sia un mezzo compositore. Se dovessi chiamare un falegname per la costruzione un mobile in stile "Barocco" e lui non me lo sapesse fare rimarrei alquanto perplesso perchè, per un tecnico, dovrebbe essere una passeggiata di piace. Non è che devi inventare il mobile in stile barocco, ne devi vedere uno già fatto, individuare i tratti caratteristici (più che regole direi proprio tratti caratteristici), e "ricalcare". Una cosa apparentemente semplice non lo è affatto, figuriamoci trovare una propria poetica. Questo non vuol dire che non bisogna lavorare per arrivarci ......... ed un pò di sana palestra non ha mai rovinato nessuno. Frank

#17 bluenote1

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Inviato 23 maggio 2007 - 12:10

Caro roby_jam nessuno vuol far il sapiente e nessuno, soprattutto rinnega niente, Io ho massimo rispetto per tutto ciò che è Storia, anche se ho delle perplessità su molte cose, ma questo non centra niente...io ti faccio un problema di approccio, di relazionarsi alle cose..la situazione non è così bella come ci vuol far credere il conservatorio, ora se tu sei uno di quelli che ci insegna è chiaro che lo difenda a spada tratta, se invece sei uno studioso, come me, allora raddrizza le orecchie ed informati, informati ed informati, te lo consiglio con tutto il cuor, e soprattutto non dar mai le cose per scontato, riflettici sempre una volta in più. Tante volte non serve informarsi da professori vari, anche un bidello può sapere la verità, o perlomeno indirizzarvicivi.

#18 bluenote1

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Inviato 23 maggio 2007 - 11:19

...per roby_jam, cito mi piacerebbe insegnare in conservatorio Io ci dovrò ritornare a riprendermi il guinzaglio, comunque.., ma ci si riesce a fare un discorso serio o no ? mi commenti a tue parole quanto segue, senza andare fuori binario ? Atteniamoci ai fatti. Non avevamo assolutamente idea di come si facesse musica, però ci piaceva. In questo modo la nostra musica ha potuto evolversi nel tempo in maniera molto originale, proprio perché non abbiamo avuto nessun maestro e nessuno che ci diceva come si dovesse suonare". ....o fai come gilevans che mi ha liquidato Keith Jarrett in due parole per giunta fuori luogo ? Jarrett afferma che in conservatorio non si fa musica, e noi sappiamo il perchè. Chi scrive invece la cosa precedente, non è un musicologo o un critico, ma un pianista svedese che oggi è ritenuto uno dei maggiori esponenti della musica innovativa ecc.ecc. Se voi dite tanto che bisogna avere rispetto della storia e cose di questo genere, perchè voi stessi, poi, non avete rispetto per Jarrett che è considerato uno dei maggiori esponenti della musica oggi ? Che è già Storia ?

#19 cleveland

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Inviato 24 maggio 2007 - 12:18

Vedi bluenote1 quello che dici potrebbe essere frainteso. Esbjörn Svensson che dice queste cose, la musica la viveva in casa. Ha avuto un approccio diverso, non ortodosso con il padre appassionatissimo di musica jazz e la madre pianista. Quindi lui ha avuto la possibilità di formarsi in maniera diversa, lontana da quella forma ortodossa che anche noi non gradiamo. Questo gli ha permesso di potere poi dire: "Non avevamo assolutamente idea di come si facesse musica, però ci piaceva. In questo modo la nostra musica ha potuto evolversi nel tempo in maniera molto originale,proprio perché non abbiamo avuto nessun maestro e nessuno che ci diceva come si dovesse suonare". Lui fa lo stesso nostro ragionamento (almeno credo) sul fatto che le nozioni, le regole non devono essere acquisite, interiorizzate come il modo di suonare. Lui è fiero di non avere avuto maestri che gli hanno impartito quel modo di fare musica altrimenti si sarebbe trovato incastrato in quel meccanismo. Però a casa la musica la masticava eccome, ci è cresciuto.

#20 bluenote1

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Inviato 27 maggio 2007 - 01:14

Caro roby_jam, sei un diavoletto, metti il dito sempre sul tasto dolente. cito ma se questo è il nocciolo della discussione si poteva trovare un titolo più mirato. Il titolo della discussione originariamente era diverso (fuori luogo) ed Edumus, riprendendo una frase del mio primo post di questa discussione, ha cambiato il titolo, ma, credo che abbia fatto una giusta cosa. Il nocciolo della questione è...dritta va, storta vena...come mai ? Bisognerebbe interrogarci su questo fatto.




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