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Aiutatemi a liberare i Classici


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54 risposte a questa discussione

#1 osso

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Inviato 23 agosto 2009 - 06:45

'la fedeltà allo spartito li porta alla pazzia' Questa frase non è mia, ma di un Grande Musicista. Cosa si potrebbe fare per risolvere il problema ???? osso

#2 dr.jellyfish

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Inviato 24 agosto 2009 - 12:11

osso, finirai per diventarmi simpatico...

#3 art tatum?

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Inviato 24 agosto 2009 - 11:49

é un discorso talmente generico da farmi soltanto innervosire

#4 art tatum?

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Inviato 24 agosto 2009 - 12:12

Chiarisco : intendo dire il discorso iniziale

#5 jack-jubal

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Inviato 24 agosto 2009 - 04:00

x art tatum... ......a me personalmente invece fa piacere leggere interventi come quelli di arlequin e parvo......

#6 art tatum?

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Inviato 24 agosto 2009 - 04:22

Jack : che cosa ti ha fatto piangere dei loro interventi?

#7 jack-jubal

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Inviato 24 agosto 2009 - 05:24

x art tatum Nè piangere nè ridere. Si tratta di ben altro, rispetto, competenza, affinità intellettuale. Da questi Nick inoltre non ho mai ricevuto epiteti del tipo: burocrate, cretino, coglione, virus, scimmia, borioso, saccente, sparasentenze, ipocrita, disgustoso, disonesto. Cosa che invece altri si sono permessi di fare. Nulla di più nulla di meno. ciao

#8 osso

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Inviato 25 agosto 2009 - 01:36

abatefaria Scritto: > ... si riferirà a tutti quegli aspetti che il > compositore non scrive sulla partitura? No, non ci siamo...... ....e mi rendo conto che, in un certo senso, non conviene capire ciò che dice KEITH JARRETT. osso

#9 antonello1

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Inviato 25 agosto 2009 - 10:48

osso Scritto: ------------------------------------------------------- > > .....JARRETT = MUSICA.....quindi rifai un pò i > conti... mah...fossi in te mi metterei proprio a reimpostare le equazioni le equazioni

#10 osso

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Inviato 25 agosto 2009 - 11:15

antonello1 Scritto: > mah...fossi in te mi metterei proprio a > reimpostare le equazioni le equazioni Ok, accetto il consiglio.... MUSICA = JARRETT osso

#11 jack-jubal

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Inviato 26 agosto 2009 - 02:17

Premesso che potrà apparirvi alquanto “bizzarro” questo mio post ma che è stato “singolare” scriverlo, invio… Esiste la teoria ed esiste la pratica. Vi sono parole che usiamo per comunicare e per esprimere noi stessi. Vi sono suoni ( musica ) che usiamo per comunicare e per esprimere noi stessi. Inoltre esiste una diversa collocazione del nostro operare in un dato momento e in un dato ambito. Così come teoricamente possiamo ipotizzare qualunque cosa, altresì la pratica ci impone limiti e prerogative, caratteristiche e peculiarità reali. Così come le parole ci servono per comunicare bisogni e necessità, altresì i suoni ( la Musica ) ci permette di comunicare il nostro “sentire” musicale, il nostro “status” musicale, la nostra “cultura” musicale. “Musicale”, parolina magica che utilizziamo in mille modi così come per i politici “politicamente” per i giudici “giuridicamente”… In questo forum, pur trattando temi, argomenti, prevalentemente a carattere musicale, si utilizzano le parole quindi per capirci, per comunicare in modo corretto, sarebbe opportuno usare bene le parole, in quanto sulla base del termine usato possiamo più o meno esser capiti e compresi e viceversa capire e comprendere l’altrui scritto. Esempio: “musicista classico”: ( A1 ) dobbiamo intenderlo in relazione al periodo storico musicale classico, cioè in relazione alla “musica classica” o …( A2 ) dobbiamo intenderlo in relazione al suo stile musicale che in quanto tale ne rappresenta storicamente l’icona e il prototipo? Nel nostro caso, KJ può considerarsi “classico” come descritto in A2. Non certamente “classico” come descritto in A1. Prendiamo ad esempio la parola “improvvisare”… risulta fin troppo semplice se non banale evidenziare come l’improvvisare di Mozart non fosse certo come l’improvvisare di Jarrett… anni e anni di musica separano i due personaggi…perciò facile fraintendere e confondere la mente umana quando le parole ( il significato che a loro attribuiamo ) sono ambigue e “multifunzionali”. Tuttavia e forse più importante delle parole, è la collocazione di noi stessi rispetto a ciò che stiamo analizzando. Voglio dire che, a seconda di come ci "posizioniamo" ( compositore, interprete, ascoltatore ) la prospettiva cambia, le parole usate riflettono questo diverso punto di vista. Ascoltatori lo siamo tutti, non tutti però sono compositori o interpreti. Il compositore ( vivente ) si avvale dell’interprete ( volendo rispettare i ruoli professionali ) oppure come spesso accade e come spesso avveniva in passato il compositore è interprete di sé stesso. La libertà esiste, qualunque sia la “dimensione” al momento scelta. L’ascoltatore in quanto libero di ascoltare o non ascoltare una data musica. All’interprete in quanto libero di scegliere l’autore che preferisce, al compositore in quanto libero di scegliere il proprio stile. …… infine libero è anche il “suonatore” che suonando liberamente, improvvisando “ad libitum”, sceglie quando incominciare e quando smettere....

#12 dr.jellyfish

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Inviato 26 agosto 2009 - 08:28

> Ma ormai ci siamo abituati no? > I jazzisti sono tuttologi... esagerato! :-)

#13 art tatum?

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Inviato 26 agosto 2009 - 11:25

Ma da 1 a 10 quanto è inutile questa discussione?

#14 arlequin

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Inviato 26 agosto 2009 - 12:35

osso Scritto: ------------------------------------------------------- > > ...non "diviene" niente se studio --do re mi-- per > poi suonare --do re mi--. > > osso Anche dietro un semplice - do - re - mi - si può nascondere un mondo virtualmente infinito fatto di sonorità sempre diverse...da qualche parte ho letto che il grande A.B. Michelangeli, nella sua personale concezione sulla ricerca timbrica faceva esercitare i suoi allievi anche su sempici sequenze di note ma utilizzando tocchi sempre diversi per raffinare la sensibilità...

#15 Carlos

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Inviato 26 agosto 2009 - 02:10

art tatum? Scritto: ------------------------------------------------------- > Ma da 1 a 10 quanto è inutile questa discussione? Assai...

#16 osso

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Inviato 26 agosto 2009 - 03:23

fkt Scritto: Schuman(n), Jarret(t).

#17 osso

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Inviato 26 agosto 2009 - 03:25

fkt Scritto: > In realtà sono tutte (ancora) significative quelle > di Schuman(n) Non siamo dei bebè. osso

#18 fkt

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Inviato 26 agosto 2009 - 03:50

osso Scritto: ------------------------------------------------------- > fkt Scritto: > Schuman(n), > > Jarret(t). ...questo forse era rivolto a terzi? Frank

#19 osso

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Inviato 26 agosto 2009 - 07:31

fkt Scritto: > ...questo forse era rivolto a terzi? Pensavo che mi avresti fatto il favore di riferire.

#20 jack-jubal

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Inviato 26 agosto 2009 - 10:43

Ok, il nocciolo della questione: la libertà. Se tu credi in ciò che ha detto KJ ovvero che “i pianisti classici” non sono liberi ( non hanno uno sfogo per tutta quella musica che hanno dentro ) non posso far altro che confutare in base all’esperienza e ribadire ciò che già è stato detto anche da altri Nick. Se per te KJ è l’esempio, il mito… difficilmente pareri che non siano così autorevoli ai tuoi occhi come quello di KJ potranno influire su ciò, per cui, il concetto seguente e queste sono tue parole “non c’è libertà se il percorso da fare è stato già tracciato” indica ( a questo punto comprensibile ) una scelta privilegiata di “estemporaneità” rispetto “il pensato”, “il meditato”, “l’elaborato”. Tutto qui. L’estemporaneità vista come mezzo di liberazione in contrapposizione al pensato, al meditato, all’elaborato visto e inteso come “costrizione”. ciao




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